Wta Championships Istanbul 2011. Pillole Finali

Pillole in libertà di una splendida finale.

In terra di Turchia la finale del Wta Championships porta in campo tre bionde con gli occhi azzurri Petra Kvitova, Vika Azarenka e l’arbitro Eva Asderaki.

Non è del tutto esatto dire che quest’anno al Wta Championships di Istanbul l’unica italiana era Flavia Pennetta. Anzi durante il doppio di semifinale erano 4 le nostre rappresentanti. Oltre a Flavia la giocatrice, c’erano il giudice di linea Francesca Di Massimo di Bergamo, la supervisor del torneo Laura Ceccarelli romana e romanista e sul grande schermo ai cambi di campo Monica Belluci nello spot pubblicitario per la Oriflame. Insomma Italia per tutti i gusti.

Prima della finale, Kvitova si riscaldava con il suo preparatore atletico, fuori dall’area giocatori. Aveva forse bisogno di più spazio per gli esercizi con la palla, oppure voleva stare lontana dalla Azarenka per concentrarsi meglio. Il suo coach seduto non metteva ansia alla giocatrice, con le gambe distese osservava e ogni tanto sbadigliava.

Quando un colore diventa di moda te lo propongono in tutte le salse e sfumature. Colore esterno del campo? Viola. Finaliste entrambe vestite Nike, con completini color violaceo vinaccia e blu. Loghi della Sony Ericsson ? Viola. Logo della Wta dal violaceo al bluette. Foulard delle arbitri e cravatta dell’arbitro? Vinaccia. Magliette del allenatore e del manager di Petra? Ciclamino.

A proposito delle due finaliste, Azarenka e Kvitova. Come quasi tutte le giocatrici sponsorizzate Nike, non si ci sono patch della Wta sul loro abbigliamento. E’ chiamato ‘Clean Contract’. La Nike paga la Wta perchè l’unico marchio sia quello loro.

Per chi volesse giocare al lotto sulla ruota di Istanbul (caso mai esistesse) si consiglia il numero 5.
Primo set e’ tutto rinchiuso in quel numero. Kvitova vince 5 game di seguito, poi Azarenka ne vince altri 5, la ceca chiude al quinto set point e il primo set durato 55 minuti.

Coach francese della Azarenka è sempre in bermuda. Ha decisamente sbagliato continente. Vika sbaglia un altro diritto e il coach fa si con la testa come a dire continua così, non ti preoccupare. Ecco non ti preoccupare che sei gia’ sotto 5 a 0 e ha vinto solo 9 punti. Al cambio campo si attacca alla bottiglietta dell’acqua. Forse beve per dimenticare.
Gli spettatori applaudono gridano si spellano le mani… Azarenka ha vinto un game.
Petra dovrebbe chiudere il set con il servizio a disposizione, quindi puntuale come un orologio svizzero, perde il game a zero. A quanto pare, per Vika, l’acqua fa miracoli. Da quel momento La Kvitova vedere la palla solo quando la chiede al raccattapalle. Poi un sussulto si risveglia e chiude il primo set.

Nel secondo set Azarenka fa un gioco di magia, riesce a far vedere più piccolo il campo alla Kvitova e le alza anche la rete. Il coach di Petra lo sapeva, parlottava con il preparatore atletico e torna alla sua posizione zen, gambe distese e mani incrociare sullo pancia.

Terzo set fanno a gara, una disegna la riga destra, l’altra quella sinistra. Impressionante la precisione geometrica di queste ragazze. Poi dici che certe materie a scuola non servono.

Alla Kvitova è probabile che il direttore del torneo chieda un contributo per eccessivo consumo di righe. La ceca se non mette 3 volte la palla sulla riga in uno scambio di 5 colpi non è contenta.

Dopo il match point, Petra cade a terra. Il suo clan è tutto in piedi, quello di Azarenka rimane impietrito (e’ il caso di dirlo, sulle sedie).

Vika Azarenka, dopo aver abbracciato le Kvitova, si siede ma quando viene fatto il suo nome dallo speaker si alza di nuovo va verso il centro del campo e ritorno agli spettatori l’applauso caloroso che riceve. Un gran bel gesto.

Fuori da campo, il suo coach aspetta dopo la premiazione. Aspetta abbastanza, perchè Vika non manca di firmare ogni richiesta di autografo che le viene fatta. Poi quando esce l’abbraccia lungamente. Poche parole fra loro, sarebbero inutili, solo un lunghissimo abbraccio.
La Azarenka ha giocato un gran match e in questa settimana ha dimostrato anche maturità e sensibilità.

Ci sono tanti vincitori in questo ultimo torneo dell’anno. Kvitova in campo, e il pubblico di Istanbul entusiasta, caloroso, sempre presente dal primo giorno. Si è partiti da circa 10 mila spettatori per arrivare ai 14 mila dell’ultimo giorno.
Istanbul ha presentato un bel biglietto da visita per la candidatura alle Olimpiadi del 2020.

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