Pubblicato su Matchpoint Tennis Magazine n.10 del 17 giugno 2009
Più bionda, più donna ma anche più decisa.
Justine Henin è tornata sui campi che l’hanno vista vincere quattro volte per raccontare di sè, dei sui progetti, del suo bisogno di sentirsi diversa. Nel suo futuro c’è la tivvù, una famiglia, forse dei figli “ho voglia di nuove sfide. Quelle del tennis le ho già vinte tutte”
Justine Henin è oggi una giovane donna che ha 26 anni ha lasciato il tennis , perchè ha deciso di ‘rinascere’. Capelli un pò più biondi, camicetta bianca e pantalone nero, entra nella sala per le interviste, quella stessa in cui era entrata per 4 anni, 3 di seguito, sorridente e con il trofeo della vincitrice. Quest’anno, Justine è sempre sorridente, ma con lo sguardo sereno di una donna che non ha rimpianti ma una vita diversa davanti a lei. Una vita che sembra volere con tutte le sue forze. Le parole che ha ripetuto più spesso sono state: “vita normale”, “una nuova vita”, “fare un passo avanti”, “esser felice”. I trofei vinti oramai sono dietro la vetrina. Non li insegue più .
E’ qui, perchè nella “cittadina” di Roland Garros, le hanno intitolato una via: Alleè Justine Henin ( e letto all’italiana non potevano trovare nome più adatto, era il suo grido ad ogni punto). Contenta di essere tornata in quella che è stata come casa sua. Ma, chiariamolo subito, il tennis non le manca. Lo dice semplicemente. E’ felice di tutto quello che ha fatto: palline e racchette per 20 anni sono stato tutto per lei. Ma da un anno ha detto basta. Ha bei ricordi qui, questo è stato il suo torneo ma se “Il passato è stato bello, il pubblico, i tifosi”, se ha davvero “amato giocare a Parigi.” come dice con convinzione, allora è doveroso crederle sino in fondo quando aggiunge… “Non mi sento triste ad essere qui oggi Mi sento felice per tutto quello che ho fatto ma ci sono passi da fare nella vita”.
Lo ammette, è un passo difficile. Lo è per ogni atleta. “Anche per me che ho un carattere molto forte. Non tutti riescono. Perchè non sanno poi cosa fare. Devi scoprire chi sei e costruirti una nuova vita. E’ come una nascere di nuovo, non è così facile. Ma a 26 anni o 28 oppure 30 primo o poi arriva questo momento”.
Ad ottobre si è operata al ginocchio e nell’anno passata avrà giocato 4 volte a tennis. Parteciperà a qualche esibizione a dicembre (in Belgio a Charleroi il 5 e 6 dicembre e poi a Dubai)
”Amo il tennis, colpire la palla ma non ho più bisogno delle competizioni per essere felice. Faccio una vita semplice, passo più tempo a casa. Mi piace”. Ripete ancora “Non mi manca il tennis”. “Credo di avere preso tutti i benefici che il tennis mi poteva dare. E io ho dato tutto al mio sport per 20 anni. Non avevo bisogno di un break, ma di nuove sfide. Non voglio diventare una banale giovane donna ma voglio avere una vita normale, perchè il Tour, con tutti i viaggi intorno al mondo, non è la realtà. Si vive in una bolla, sei protetta da tutto”… E quando la bolla scoppia ? “Allora dopo hai bisogno di accettare nuove responsabilità. Ed è quello che sto provando a fare in questi mesi. E’ una sfida. Sto imparando a vivere. Sto riscoprendo il mondo con altri occhi”. E nel futuro di Justine che cosa è logico aspettarsi? “Ovviamente vorrei avere dei figli, ma una cosa alla volta, ho 27 anni, ho smesso di giocare un anno fa, ho bisogno di sentirmi bene con me stessa. Ho bisogno di scoprire chi sono, per poi poter fare un altro passo in avanti”.
Potrebbe esserci la TV prima della famiglia. “Ho lavorato per una programma alla TV belga e anche per la mia amica Lara Fabian (ndr: cantautrice belga di origine italiana, molto popolare in Belgio. Justine ha lavorato nel suo video musicale Soleil Soleil). Quando sono andata sul set, ho provato lo stesso tipo di stress di quando entravo sul campo Centrale. Mi piace la pressione, mettermi alla prova. Su un campo oppure da qualche altra parte. E importante per me andare oltre i miei limiti”.
Ed il tennis di oggi senza più Justine? “Ad essere sincera non ha seguito molto di tennis negli ultimi 12 mesi. Ma so chi è la n.1. E che ci sono state n.1 senza aver vinto uno Slam. Però credo che cambierà. Credo che per la Safina sia il momento per fare quel passo in più.
Ho rispetto per tutte le giocatrici, ma è vero, sembra difficile trovare qualcuna che possa dominare, vincere molti tornei. Credo che il Tour abbia bisogno di una leader e le giocatrici emergenti spingeranno le più esperte . E’ strano però, quello che sta succedendo nel tennis femminile, non sapere mai chi vincerà. E’ interessante”.
E poi arriva puntuale come il cucù di un orologio svizzero, la domanda sul rientro di Kim Clijsters (come la Safina non può evitare le domande sul fratello, a Justine tocca sempre quella sulla sua eterna rivale Kim)
“Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Se questo è qualcosa che lei vuole fare, allora deve farlo”. Ci provano ancora a chiederle se, chissà, magari fra un po’, ci potrebbe ripensare e tornare. Justine sorride e tranquilla risponde: “No”.
Tag: Henin
10 Luglio 2009 alle 00:32 |
Mai amata la Henin. E questa intervista conferma quello che ho sempre pensato di lei : non ha mai realmente amato questo sport. Per lei era più un dovere che un piacere.
14 Luglio 2009 alle 14:07 |
Guai a toccare la mia nanetta preferita! :aaargghh:
14 Luglio 2009 alle 22:53 |
A me non piaceva quello che tanti dicevano essere il suo marchio di fabbrica, il rovescio ad una mano.
“Spanciava” e non era bello da vedere, almeno per me.
Sarà che il rovescio che preferivo era quello della Mandlikova
23 Luglio 2009 alle 01:38 |
Si Angelica, il rovescio della Henin era sopravvalutatissimo da un punto di vista estetico.
Ad inizio carriera, quando era molto magrolina e aveva ancora forme umane, giocava un rovescio davvero bello. Molto elegante, fluido, naturale.
Poi si è ingrossata, ha messo su taaaanti muscoli, e nel tentativo di tirare sempre più forte (tentativo molto riuscito ad essere onesti.. e chi nega che la Henin degli ultimissimi anni fosse soprattutto una sparapalle non è molto credibile.. vero Dom? ) ha snaturato molto i suoi colpi che son diventati molto più strappati e muscolari.
Col rovescio si contorceva tutta, piegava la schiena, dava un’orribile, violentissima e insensata testata nell’aria… bad….