Dubai 17 febbraio 2009 (già pubblicato su ubitennis.com)
A Dubai Sara vince il primo set 64 prima di cedere 62 60 alla Williams. Esce subito Dinara Safina. Elena Dementieva “compie” 500 vittorie, e Francesca Schiavone fa i regali di Natale con largo anticipo.
Primo botto grosso a Dubai: Dinara Safina n.2 al mondo è stata battuta dalla n.54 al mondo la francese Virginie Razzano. 64 62 il risultato senza appello per la russa, che torna in albergo a fare la valigia.
Era il suo primo match dopo la finale degli Australian Open. A Melbourne aveva perso 60 63, qui ha fatto due game in più. Ma quello che deve preoccupare la russa è stata il suo “non” gioco espresso. Il dritto completamente fuori giri e il numero di doppi falli è oramai ai livelli da allarme rosso. Ne ha commessi ben 12! Però, in modo equilibrato: 6 per set. “ Virginie ha giocato uno dei suoi migliori match ed io uno dei miei peggiori”. “Devo dimenticare questa partita il più velocemente possibile e pensare al prossimo torneo”.
La Razzano, la settimana scorsa al torneo indoor di Parigi, aveva perso dalla giovane russa Pavlyuchenkova. Oggi, si è vendicata di un’altra russa, ma con gli interessi “Ho cercato di essere subito aggressiva, di fare il mio gioco e non darle la possibilità di dettare il ritmo, altrimenti ti fa corre da una parte all’altra. Ogni turno può essere molto difficile per le top player. Non è più come un po’ di tempo fa, quando ad esempio Davenport vinceva 62 61 facile fino alle semifinali. Oggi ogni match lo devi giocare con convinzione fino alla fine”.
Fino ad ora per l’armata russa è andata abbastanza male: ieri ha perso la Kuznetsova testa serie di n.7 e oggi Safina testa di serie n.2. La parta bassa del tabellone diventa ancora più debole. Può essere vantaggio per la Ivanovic, ieri si era vendicata della Kleybanova (altra russa) che l’aveva sconfitta a Melbourne.
La giornata è stata abbastanza interessante. Poco prima dell’inizio dei match, sul campo centrale, faceva un leggero allenamento la Dementieva, arrivata lunedì mattina da Parigi.
Mentre prova alcuni schemi sullo schermo gigante che c’è sul centrale (quello usato per mostrare l’hawk-eye) si vede e soprattutto si sente a tutto volume la Jankovic che ripete nell’intervista alla WTA che l’importante non è essere numero 1 durante l’anno ma alla fine dell’anno, che tante giocatici hanno vinto sì un torneo dello slam, ma non sono mai diventate n.1.
Elena, Olhovsky e mamma si fermano per un momento, guardano lo schermo e poi Elena scoppia a ridere. E ridacchiando, coach e giocatrice continuano l’allenamento con uno scatolone di palline. Sembra lo stesso che avevano a Parigi, non se lo saranno portato anche qui, spero.
Sui campi laterali 1, 2 e 3 uno accanto all’altro con sola tribuna alta per gli spettatori, che così si possono vedere tre partite se si siedono al centro del campo due, cominciano a giocare.
Campo 1 Zvonareva – Dushevina (derby russo)
Campo 2 Stosur – Zheng (l’australiana ha fatto due spalli grandi così). Sarà che tutto quel lavoro di palestra le porterà dei vantaggi, qualche dubbio mi viene.
Campo 3 Cornet – Schruff. I campi per quasi 10 minuti sembrano sincronizzati, il punteggio è su tutti e tre: 4 a 0, 40-15.
Poi la Zvonareva chiude in scioltezza 6 a 1. La Stosur da 5 a 1 chiude 5 a 3. E la Cornet copia la russa e chiude il primo set 6 a 1.
All’inizio del secondo set, a vedere il match della Zvonareva arriva Olhovsky. Non è solo il coach della Dementieva ma anche quello della nazionale russa di Fed Cup e quindi da uno sguardo a tutte le russe. Quando sul 5 a 4, 40 pari, Vera prova una smorzata, appena colpisce la palla Olhovsky scuote già la testa. La palla andrà fuori di un metro. Qualche punto dopo, sul primo match point a suo favore, un suo dritto viene chiamato fuori, lei si lamenta con l’arbitro “Come fuori?!?”! “Ma come fai a dire che era fuori !” Mah, che dirti Vera, forse perché lo era di almeno di 30 cm? Olhovsky continua a scuotere la testa. Comunque la Zvonareva si complica un po’ la partita ma chiude 60 63.
Zheng – Stosur, diventa una di quelle lotte da due ore e venti (36 75 75) dove ogni punto è una maratona. Lo dicevo che quelle spalle alla fine non servivano.
Quello che c’è invece da notare in questo match è un giudice di linea. Quello che sta sulla linea che nel gergo degli arbitri è chiamata base e che tanti chiamano linea di fondo (quella dove ha passato tutta la sua vita Barazzutti, tanto per capirsi). Cosa ha di particolare quel ragazzo? E’ sulla sedia a rotella. E fa un certo effetto, ma un gran bell’effetto vederlo in campo ad arbitrare. Agli Us Open c’era stata una raccattapalle con una gamba artificiale. Per ora sono solo curiosità ma anche delle grandi aperture proprio dal mondo dello sport.
Sul campo 3 a vedere il match della Cornet c’e’ anche il papà di Marion Bartoli con una busta di semi di zucca. La Cornet arriva al match point e lui incomincia a sbucciare un’arancia.
Intanto, nel campo 1, entrano Alona Bondarenko e la Medina Garrigues. Un allenatore di chissà chi si affaccia: “Chi gioca qui”? “Ah, questo sarà un match lungo” e se ne va. Avrà ragione lui. Dopo 2i minuti hanno fatto 3 game. Vincerà la spagnola Medina Garrigues 62 75. In quanto tempo? Sicuro di volerlo sapere? Due ore e 5 minuti.
Campo 3 è il turno di Francesca Schiavone contro la Bartoli. Ecco perché il suo papà era seduto lì e non si è mosso mai. L’italiana gioca bene, ma purtroppo non così come aveva fatto a Parigi pochi giorni fa. Ancora sconfitta per 76 36 63. Match al limite delle tre ore, con Francesca sul 2 pari del terzo set concede il break e poi nel finale regala il primo match point con due doppi falli di seguito e urla ‘Ma è Natale ??!?!’ Natale no, ma si avvicina Pasqua. Sarà il terzo match point, un dritto in rete della Schiavone, a far applaudire papà Bartoli con entusiasmo.
Sul campo Centrale Venus Williams rifila 60 61 alla giovane russa Pavlyuchenkova (giornataccia per le russe). Nulla da dire, solo una curiosità sul campo. Le sedie (anzi forse poltrone) delle giocatrici hanno schienali altissimi, i giudici di linea, sembrano seduti su dei puff… e sembrano pure scomodi.
La Radwanska, non Agnieska ma quella più piccola. Gioca una battaglia all’ultima stilla di energia con la francese Pin. A farle da coach la madre e la sorella maggiore. Il padre non c’è. Palla chiamata fuori dal giudice di linea, reazione all’unisono di Ursula, Agnieska e la mamma: braccio alzato, palmo verso il cielo e urlo ‘Noooo’. Quella che si dice una famiglia unita.
La Polacca vince il primo set al tie break fra urla e lamentale varie in polacco, ma sembra in fisicamente non al meglio, ha anche una gamba fasciata. Lotta ma perde il secondo 75 questo con ancora più lamentale in polacco. Ma al terzo set si arrende, non riesce più a correre e si ritira dopo 2 giochi per la francese. Torneo sfortunato per la famiglia Radwanska: Agnieska era arrivata da Parigi stanca e influenzata, Ursula si è infortunata e il padre ha avuto problemi con il visto. Così, tanto per non farsi mancare nulla.
A fare il secondo botto della giornata ci ha provato Sara Errani, nel suo match contro Serena Williams. E per 30 minuti c’era anche riuscita. Conduce per 4 a 0, poi però Serena riesce a tenere un turno di servizio, ma che fatica. Suo padre non si preoccupa, sempre con gli occhi su quel Blackberry. Ma cosa mai scriverà? Un libro? La fidanzata invece è sempre partecipe all’andamento del match. E’ un ultrà quando vince facile, figuriamo oggi che le cose si fanno difficili. Infatti soffre. Mento appoggiato fra le mani. La Errani si diverte a farla soffrire e va 5 a 1. Poi fatica a tenere il suo turno di battuta. La Williams si rifà sotto. E stavolta l’italiana non trema e chiude 6 4, urla ‘Yes’ e corre verso la sua sedia. Lo sconcerto dell’angolo Williams è palpabile, il papà toglie di mezzo il suo amatissimo telefonino. Ma la Williams, anche se semovente, incomincia a fare più attenzione ai suoi colpi. Sbaglia di meno e picchia sempre forte. Si porta sul 4 a 1. Il braccialetto di oro e diamanti che ha al polso destro le dà un po’ fastidio quando gioca e lo dà al raccattapalle (Il raccattapalle non scapperà) Serena si guadagna 3 set point, Sara non ci sta a perdere il set così. Annulla i 3 set point e recupera fino al 5 a 2. Poi più nulla se non Show Williams (sempre semovente, comunque) che vince 7 giochi di seguito. E l’ultima italiana in gara saluta.
Ultimo match della serata Dementieva – Bammer. Vince la russa dopo un avvio dei suoi, domina gli scambi e poi sbaglia l’ultimo colpo. Il secondo set invece va via in scioltezza. E chiude 75 62. Che vuole anche dire 500esima vittoria in carriera. Bel numero tondo tondo. Intervista al centro del campo e mentre lei è di spalle portano la torta al cioccolato per festeggiare. Carina la sua reazione di sorpresa. “Non lo sapevo. E’ un bel numero. Vuol dir che ho avuto una carriera lunga Però per me ogni inizio di stagione è come se fosse la prima”.
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