Wta – Petra Kvitova : La Ragazza dei Sogni

23 novembre 2011


Pubblicato su matchpoint tennis magazine n.11 anno 2011
Soffre d’asma, non ama parlare, si preoccupa di diventare troppa famosa, Girava su una vecchia Skoda, ma gli sponsor le hanno regalato una auto nuova. Lei invece non riesce ad acquistare un appartamento per i genitori. La mamma si oppone, perchè poi…Chi la pulisce una casa più grande?
I segreti, i pensieri, le storie minime e le grande vittorie di Petra Kvitova, la ragazza che un giorno sarà n.1

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Wta Championships Istanbul 2011 – Pagelle

23 novembre 2011

(Pubblicato su Matchpoint Tennis Magazine numero di novembre 2011)

Kvitova 10
Ha vinto alla sua prima partecipazione senza perdere un match. Nel round robin impressiona In semifinale e finale è in pressione, ma il risultato non cambia. Ha vinto sempre lei

Stosur 8
Batte per la prima volta la Sharapova dopo averci perso per 9 volte di fila. Batte la Li Na con un punteggio umiliante e strappa un set alla Kvitova. Forse è considerata meno personaggio anche della ceca, non ti aspetti mai che possa vincere. Quando lo fa sembra sempre la sorpresa.

Azarenka 9
E’ riuscita per un po’ a contenere i colpi pesanti di Petra e le domande insistenti e insopportabili dei giornalisti inglese su i suoi ‘urli’. Meriterebbe mezzo punto in meno per il match contro la Bartoli e mezzo punto in più per il comportamento dopo la finale:l’ abbraccio alla Kvitova, l’applauso al pubblico e belle parole per la vincitrice. Ha lasciato le briciole a tutti, tranne che alla Bartoli e alla Kvitova. Alla Bartoli per colpa sua, contro la Kvitova, per colpa di Petra.

Radwanska 7
Era a due punti dalla semifinale e riesce a confermare la regola che vuole il tennis femminile imprevedibile perdendo il set che la darebbe la qualificazione quando conduceva 5 a 1.Il pubblico si è sempre divertito durante i suoi match, le sue avversarie meno. Le avessero dato una lira (turca) per ogni volta che durante la settimana è stata paragonata alla Hingis… unica differenza la svizzera quelle partite le vinceva.

Wozniacki 5
Doveva vincere almeno un match per rimanere la n.1 Wta e lo ha vinto. Per il resto tanta, troppa fatica e pochi risultati. Il match con l’amica Radwanska uno dei migliori di tutto il torneo. Troppo poco.

Zvonareva 6
Ha l’attenuante dell’infortunio alla spalla ed è arrivata in semifinale. Ma anche in questo torneo, come in tutta la sua stagione, non è mai riuscita a capitalizzare quando ne ha avuto la possibilità. Ha fatto indigestione per tutte le occasioni che si è mangiata.

Sharapova 6
Nessuna giocatrice aveva più punti interrogativi sulla proprio condizione fisica di Maria. E’ scesa in campo. E questo è già stato un successo. Dopo l’infortunio nei quarti di finale di Tokyo nemmeno la Wta credeva troppo nelle possibilità di Maria di essere a Istanbul. Ha giocato due match con la caviglia non completamente guarita, ha perso, si è ritirata. Di più non poteva fare.

Li Na 3

non si può perdere il match che può dare la qualificazione alla semifinale 6-1 6-0. No, non si può! Ha vinto il match contro la Sharapova e si salva dallo zero.

Bartoli 7,5
E’ l’unica con la Kvitova ad essere imbattuta. Arriva a Istanbul con l’idea di farsi una vacanza a spese della Wta. Prende un gettone di presenza di 50 mila dollari. Scende in campo dopo il ritiro della Sharapova e per questo prende un altro gettone da 100 mila dollari, vince il suo match contro la Azarenka e sono alti 110 mila dollari. Economicamente ineccepibile

Pubblico 10
Sono stati loro i vincitori morali del torneo.
Oltre 11 mila fans, ogni giorno hanno riempito il Sinan Erdem Dome all’inizio per arrivare al tutto esaurito negli ultimi 3 giorni. Calorosi, colorati, spiritosi, appassionati. Hanno reso il torneo un vero evento ed entusiasmato le giocatrici. La Wta non poteva sperare in un miglior debutto. La federazione turca non poteva presentare un miglior biglietto da visita.

Wta – Wozniacki: perchè contestano la sua leadership?

10 novembre 2011

Pubblicato su Matchpoint n.10 anno 10.

Dove si discute del buon diritto di Caroline di essere n.1 e si pone una domanda: ma che c’entrano gli slam?

(Us Open 2009) nel palmares. Eppure la Classifica è stata creata per dare lustro al circuito WTA, e per aiutare o tornei un tempo minacciati dai ritiri troppo facili.
Se si accetta questa logica e questa classifica, fondata sulla continuità dei risultati, è un controsenso poi criticare la leadership della danese.

C’è chi pensa (e sono in molti) che non si posso stare in vetta alla classifica senza aver uno Slam. E Caroline Wozniacki, battuta dalla Pennetta a Pechino, lì dove un anno fa era diventata numero uno, ha solo una finale

Non si spara sulla Croce Rossa. Ma sulla n.1 WTA sì. E’ bastato un matchpoint, , quello che l’11 ottobre 2010 le dava il titolo del torneo di Pechino e la portava da n.2 a n.1. per trasformare i commenti positivi, sulla ragazzina danese definita una boccata d’aria fresca nel panorama tennistico femminile, in commenti negativi. E più le settimane lì su in cima passavano (ne sono passate oltre 50) più le critiche diventavano acide. Perché? Ma per la solita storia : non si può legittimamente stare in cima se non hai vinto almeno 1 torneo dello slam. Oddio, nulla di particolarmente originale. Stessa sorte era toccata a Safina e Jankovic.
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Petra Kvitova. una previsione azzeccata

7 novembre 2011

Vuoi diventare una campionessa di tennis? E allora prima, devi imparare a passare le palline da tennis

Il video della piccolo Kvitova

Saggezza popolare dice che: Chi si loda si imbroda.

E io sto ufficialmente imbrodandomi. Eh sì.

7  febbraio 2008  – Parigi indoor Dementieva – Kvitova 76 62

Tira forte, tanto. Tira sulle righe. E le centra spesso, molto spesso. E’ alta ma si muove bene. Non ha paura ma è meno bella della Dementieva.
Anche se Petra Kvitova ha perso, ha giocato una gran bella partita, sopratutto il primo set ha fatto divertire gli spettatori, meno la mamma della Dementieva, che ha sofferto un pò.
In questo torneo, Petra, ha vinto 3 match di qualificazione, ha battuto al primo turno la Medina Garrigues senza appello e fatto faticare tanto la Dementiva. Se si pensa che ha solo 18 anni a marzo, promette bene. Per la Dementieva un match in cui ha dovuto giocare alla grande, ma veramente alla grande, i punti che contavano. Questo ha fatto, alla fine, la differenza.

(Gaz de France Day 1 – Festival alla francese)

 

14 Febbraio 2011, sempre Parigi indoor:

Piccola nota personale: non sono certamente Tommasi, ma sarei sorpresa se Petra Kvitova non vincesse almeno uno slam nei prossimi 4 anni (mi ero tenuta larga)

Gdf Sueaz Day 6: Clijster kvitova una baguette per due

14 Febbraio 2011, sempre Parigi indoor:

mentre guardo la ceca giocare, no non è esatto dovrei dire strapazzare, in finale  Kim Clijsters, me ne esco in tribuna stampa con un frase “Questa ragazza non solo vincerà presto uno slam ma diventerà la futura n.1!” (Kim il giorno prima era tornata la n.1 del ranking wta e Petra era appena entrata nelle top 20)

Una frase decisamente da incosciente…

8 mesi dopo, finisce la stagione e Petra: 
ha vinto Wimbledon, Wta Championships e Fed Cup (oltre a Brisbane, Parigi indoor, Madrid e Linz),
ha vinto almeno un torneo su tutte le superfici,
è imbattuta nell’anno nei match giocati indoor (21 a 0)
ed è arrivata alla posizione n.2 ad una manciata di punti dalla n.1

E  quando mi ricapita più di azzeccare un pronostico come questo!

Ah sì scusate ma io mi imbrodo, oh come mi imbrodo !!!!

 

P.S.

ovvio che da adesso eviterò altri giudizi sulle giovani tenniste, con buonsenso e signorilità, alzarsi prima dal tavolo da gioco. Prima di fare figuracce.

 

Ma chi è che non c’era? Boh!

5 novembre 2011

Piccola nota a margine del Wta Championships di Istanbul. Chi è la vera sconfitta del torneo? La stampa americana. Senza la presenza delle giocatrici a stelle e strisce, leggi Williams, il gruppo dei giornalisti statunitensi era ridotto a due unità (di cui una facente parte del “nuovo giornalismo” vale a dire scriveva per il sito di Sport Illustrated). E in quelli rimasti a casa, era palpabile nei loro articoli, la speranza di un insuccesso del torneo. Non sono stati esauditi.
Anzi per dirla tutta, non si è proprio notata la mancanza di certe giocatrici.
Il meglio della stagione e il futuro (già presente) della Wta erano in Turchia.
Gli spettatori si sono divertiti, io mi sono molto divertita. Piaccia o meno, il tennis femminile non è solo Williams o Clijsters.
Il tempo va avanti, a guardare sempre indietro poi viene il torcicollo.

Wta Championships Istanbul 2011. Pillole Finali

31 ottobre 2011

Pillole in libertà di una splendida finale.

In terra di Turchia la finale del Wta Championships porta in campo tre bionde con gli occhi azzurri Petra Kvitova, Vika Azarenka e l’arbitro Eva Asderaki.

Non è del tutto esatto dire che quest’anno al Wta Championships di Istanbul l’unica italiana era Flavia Pennetta. Anzi durante il doppio di semifinale erano 4 le nostre rappresentanti. Oltre a Flavia la giocatrice, c’erano il giudice di linea Francesca Di Massimo di Bergamo, la supervisor del torneo Laura Ceccarelli romana e romanista e sul grande schermo ai cambi di campo Monica Belluci nello spot pubblicitario per la Oriflame. Insomma Italia per tutti i gusti.

Prima della finale, Kvitova si riscaldava con il suo preparatore atletico, fuori dall’area giocatori. Aveva forse bisogno di più spazio per gli esercizi con la palla, oppure voleva stare lontana dalla Azarenka per concentrarsi meglio. Il suo coach seduto non metteva ansia alla giocatrice, con le gambe distese osservava e ogni tanto sbadigliava.

Quando un colore diventa di moda te lo propongono in tutte le salse e sfumature. Colore esterno del campo? Viola. Finaliste entrambe vestite Nike, con completini color violaceo vinaccia e blu. Loghi della Sony Ericsson ? Viola. Logo della Wta dal violaceo al bluette. Foulard delle arbitri e cravatta dell’arbitro? Vinaccia. Magliette del allenatore e del manager di Petra? Ciclamino.

A proposito delle due finaliste, Azarenka e Kvitova. Come quasi tutte le giocatrici sponsorizzate Nike, non si ci sono patch della Wta sul loro abbigliamento. E’ chiamato ‘Clean Contract’. La Nike paga la Wta perchè l’unico marchio sia quello loro.

Per chi volesse giocare al lotto sulla ruota di Istanbul (caso mai esistesse) si consiglia il numero 5.
Primo set e’ tutto rinchiuso in quel numero. Kvitova vince 5 game di seguito, poi Azarenka ne vince altri 5, la ceca chiude al quinto set point e il primo set durato 55 minuti.

Coach francese della Azarenka è sempre in bermuda. Ha decisamente sbagliato continente. Vika sbaglia un altro diritto e il coach fa si con la testa come a dire continua così, non ti preoccupare. Ecco non ti preoccupare che sei gia’ sotto 5 a 0 e ha vinto solo 9 punti. Al cambio campo si attacca alla bottiglietta dell’acqua. Forse beve per dimenticare.
Gli spettatori applaudono gridano si spellano le mani… Azarenka ha vinto un game.
Petra dovrebbe chiudere il set con il servizio a disposizione, quindi puntuale come un orologio svizzero, perde il game a zero. A quanto pare, per Vika, l’acqua fa miracoli. Da quel momento La Kvitova vedere la palla solo quando la chiede al raccattapalle. Poi un sussulto si risveglia e chiude il primo set.

Nel secondo set Azarenka fa un gioco di magia, riesce a far vedere più piccolo il campo alla Kvitova e le alza anche la rete. Il coach di Petra lo sapeva, parlottava con il preparatore atletico e torna alla sua posizione zen, gambe distese e mani incrociare sullo pancia.

Terzo set fanno a gara, una disegna la riga destra, l’altra quella sinistra. Impressionante la precisione geometrica di queste ragazze. Poi dici che certe materie a scuola non servono.

Alla Kvitova è probabile che il direttore del torneo chieda un contributo per eccessivo consumo di righe. La ceca se non mette 3 volte la palla sulla riga in uno scambio di 5 colpi non è contenta.

Dopo il match point, Petra cade a terra. Il suo clan è tutto in piedi, quello di Azarenka rimane impietrito (e’ il caso di dirlo, sulle sedie).

Vika Azarenka, dopo aver abbracciato le Kvitova, si siede ma quando viene fatto il suo nome dallo speaker si alza di nuovo va verso il centro del campo e ritorno agli spettatori l’applauso caloroso che riceve. Un gran bel gesto.

Fuori da campo, il suo coach aspetta dopo la premiazione. Aspetta abbastanza, perchè Vika non manca di firmare ogni richiesta di autografo che le viene fatta. Poi quando esce l’abbraccia lungamente. Poche parole fra loro, sarebbero inutili, solo un lunghissimo abbraccio.
La Azarenka ha giocato un gran match e in questa settimana ha dimostrato anche maturità e sensibilità.

Ci sono tanti vincitori in questo ultimo torneo dell’anno. Kvitova in campo, e il pubblico di Istanbul entusiasta, caloroso, sempre presente dal primo giorno. Si è partiti da circa 10 mila spettatori per arrivare ai 14 mila dell’ultimo giorno.
Istanbul ha presentato un bel biglietto da visita per la candidatura alle Olimpiadi del 2020.

Wta Istanbul 2011 – Pillole del Championships

30 ottobre 2011

Petra Kvitova in conferenza stampa ha sempre un con sorriso timido. Le ricordano due rovesci sbagliati quando aveva 3 break point di seguito e lei annuisce come una brava scolaretta. Le chiedono in cosa deve migliorare e lei risponde su tutto, in particolare la parte atletica. Le chiedono esattamente in cosa, risponde devi chiederlo al mio preparatore atletico. ‘Sta ragazza è talmente umile nelle sue risposte da far sembrare, per assurdo, Nadal arrogante. E se lei parla poco il tutto è compensato dal coach, David Kotyza, dopo ogni match vinto si intratteneva in lunghissime conversazioni con i cinque giornalisti cechi che lo circondavano. Con quella faccia simpatica, non nega una risposta a nessuno.
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Wta Istanbul 2011 – Una finale per essere la n.2

30 ottobre 2011

Chiede l’asciugamano al raccattapalle. Ci immerge il viso per un momento lunghissimo. E questa volta non si trascina più come negli ultimi minuti. La voglia di vincere è più della paura di perdere. Prende le palline e v a servire per il match. Stavolta è quella buona con quattro punti di fila Petra Kvitova, campionessa di Wimbledon, batte Sam Stosur, campionessa dell’ US Open, in tre set 75 63 63 ed è la prima finalista del Wta Championship.

Prima del match la ceca era favorita nei pronostici in un modo quasi irritante. C’era chi ipotizzava un punteggio al limite dell’umiliazione per l’australiana. Ovviamente si dimenticavano che l’australiana quando non è favorita gioca rilassata e si diverte a far sorprese.
Anche oggi. Kvitova parte subito con il break e gioca sempre cercando di non rovinare la parte centrale del campo, perciò cerca sempre le righe. Arriva al 4 a 3 e senza capire bene come, si ritrova sotto di un set per 7 a 5. Ed è il primo set vinto dalla Stosur contro Petra.
La ceca ha smesso di spingere e l’australiana riesce a imporre il suo gioco. Secondo set ancora break per la ceca nel terzo game e lo tiene fino a fine set. Terzo set sono 5 game a zero per la vincitrice di Wimbledon. E qui, qualche minuto sembra che Petra si chieda chi è e cosa ci sta facendo lì, nei successivi 3 game vince 3 punti e uno è un doppio fallo dell’australiana.
Il coach di Petra allunga le gambe e incrocia le braccia sul petto, come a dire tranquilla Petra.
E lei chiede l’asciugamano al raccatapalle. Ci immerge il viso per un momento lunghissimo. Poco dopo stringe la mano alla Stosur e festeggia la sua prima finale alla sua prima partecipazione al Wta Championships.

Vika Azarenka dopo con la sconfitta con la Bartoli, un match insignificante per la classifica del girone, era uscita dal campo furiosa. Un treno che sbuffava vapore anche dalle orecchie. Un match che lei stessa, se potesse, vorrebbe dimenticare. E così in semifinale si è rifatta sulla Zvonareva. O meglio un match dove le due hanno giocato in gentilezze una con l’altra . Lo fai tu questo game ? Ma no cara, prendilo tu. Non non potrei mai. E allora una chiedeva un challange quando la sua palla era fuori di 20 cm (Zvonareva), l’altra quando la sua palla era fuori solo di 5 cm. Due diversamente vedenti si dovrebbe dire per essere politicamente corrette.
Ora io la faccio facile, ma Zvonareva in questa settimana è riuscita a sprecare vagonate di occasioni. Più volte si è trovata con 2-3 break point di seguito per poi non vincere più un punto. E se le dai il fianco, Vika Azarenka non perdona. E va vento in poppa in finale. Finale che deciderà chi sarà la nuova numero 2 del classifica Wta.

Appena finita la prassi del post match sul campo, corre velocissima fuori, si mette una maglietta e poi torna in campo per l’omaggio che la Wta ha voluto rendere a Patty Schnyder
Finito anche questo impegno, finalmente prima di entrare negli spogliatoi vede la mamma e l’abbraccia. In fondo Vika fa la faccia feroce ma è una tenerona.

Torniamo a Patty Schnyder. Quest’anno aveva annunciato il suo addio al tennis professionistico. Così la Wta ha voluto omaggiarla e salutarla. Per lei sono venute a Istanbul due vecchie conoscenze della Schnyder, Iva Majoli e Mary Pierce. Per le giocatrici ancora in attività oltre a Vika c’era Sam Stosur. Una certa commozione mentre scorrevano le immagini della carriera di Patty c’è stata. Certo niente all’alluvione di lacrime dello scorso anno a Doha per Dementieva. Ma l’applauso lungo e spontaneo del pubblico, durante tutto il video, ha fatto venire i brividi.
E la svizzera ha ringraziato tutti e ha voluto chiudere la sua carriere con un commosso : “Grazia ai fans, senze di voi il tennis è niente” mentre sul grande schermo una scritta salutava la svizzera con un ‘Ci mancherai’

Wta Istanbul 2011 – Day 3. le fatiche del tifoso

28 ottobre 2011

In un torneo indoor le prime raccomandazioni fatte agli spettatori sono sempre di non usare flash e di avere i cellulari spenti. A Istanbul hanno aggiunto una una nuova richiesta: si prega non fumare sugli spalti!

Nel match che ha dato la qualificazione a Vika Azarenka, il suo coach sempre tranquillo, indossava per la prima volta un maglioncino. Avrà capito, forse, di essere a Istanbul e che siamo in autunno.

Tifoso di Carolina, e forse anche del Liverpo, continua ad incitare la danese sopratutto dopo che ha perso il primo set, come i veri tifosi dovrebbero faere. E mostrandole un cartellone le ricorda che “You’ll Never Walk Alone Caroline’ (il riferimento è, ovviamente, alla canzone dei tifosi del Liverpool)
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Wta Championships Istanbul 2011. Le sofferenze del giovane Wozniacki

27 ottobre 2011

Seconda giornata del Wta Championships.
Allora togliamoci subito il dente: hanno vinto Azarenka, Li Na e Zvonareva. Si è ritirata la Sharapova. Venerdì, contro la Azarenka giocherà la Bartoli.

E ora facciamo un passo indietro, torniamo all’inizio della giornata.

Come sempre prima del inzio del match di apertura il presentatore in lingua inglese spiega le regole : hawk-eye, coach in campo e che non si deve usare il flash perchè disturba le giocatrici. La presentatrice turca traduce. Clima da show ben orchestrato fra i due. Lei è una bella donna e ovviamente alla fine scatta la frase da piacione: “E prima di lasciare il campo alle giocatrici, un ultima cosa: come si dice sei bellissima stasera in turco?”. Lei sorridente traduce in una lingua che non conoscono, ma sono certa che la traduzione si stata “ Uhm… ascolta piacione caro, non si dice sei bellissima stasera, si dice stasera sei bellissima più del solito, altrimenti sei poco gentleman!” Ah manco le basi, ‘sti piacioni moderni.
Sono curiosa si sentire la prossima lezione di turco.
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